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Avias

Blog · 8 aprile 2026

Censimento amianto sulle coperture: perché usare il drone

Coperture e amianto — pagina servizio

Le coperture in cemento-amianto (la classica “lastra ondulata”) sono ancora diffuse su una quota importante del patrimonio produttivo italiano. Chi possiede un capannone con tali coperture si è confrontato, almeno una volta, con tre domande: che materiale ho? quanti metri quadrati sono? in che stato sono? — e ha scoperto che rispondere costa, perché qualcuno deve salire.

L’obbligo di censire (sì, parliamo di legge)

La normativa nazionale (L. 27/2017 e il regolamento DPR 08/06/2010, n. 116, che ha fissato i termini per il catasto amianto su scala nazionale) ha attribuito alla proprietà l’onere di dichiarare: il “catasto amianto” a livello comunale/regionale si alimenta dei dati presentati dai titolari di edifici con manufatti contenenti amianto (MCA, materiale cemento-amianto).

Il drone non “certifica” l’amianto, ma risolve la parte più complessa del censimento: l’inventario fisico della copertura, con superficie e posizione. La classificazione del materiale resta dell’analisi di laboratorio, se richiesta.

Perché l’occhio del drone

  • Nessuno sale in quota: la copertura è un luogo di lavoro pericoloso; il rilievo aereo elimina ogni esposizione per la sola ispezione
  • Superficie esatta: dal modello fotogrammetrico si estraggono le metrature delle lastre e degli altri materiali (metallo, supercritture, lucernari)
  • Stato conservativo documentato: lastre spostate, scheggiature, bordi rotti e segni di caduta sono visibili e localizzabili
  • Ripetibilità: la campagna fotografica diventa l’evidenza dell’evoluzione (prima il piano di manutenzione, poi la verifica)

Come si fa il censimento con il drone

In una mezza giornata:

  1. Volo della copertura con sovrapposizione del 70% per il modello metrico;
  2. Ortomosaico ad alta risoluzione di tutta la superficie (GSD circa 1-2 cm);
  3. GIS leggero: aree di amianto e altri materiali digitalizzate in shapefile/GeoJSON;
  4. Relazione di lettura: scheda MCA pronta per il catasto, allegata al report.

I limiti (detto meglio: senza)

  • Il drone non fa l’analisi chimica del materiale: la tipizzazione dell’amianto avviene con campioni e con il parere di tecnici qualificati.
  • Il drone vede lo stato visibile di primo livello; le lastre con difetti evidenti, l’amianto annidato nel sottostrato o le zone coperte dai successori restano fuori dall’immagine.
  • Il censimento non sostituisce il piano di manutenzione e la gestione della bonifica: è la sua base informativa.

Il costo della mancata mappatura

Impossibile farlo fuori dal tuo caso: ma la domanda giusta non è quanto costa il censimento con drone, quanto quanto costa inserire in bilancio una superficie “presunta” o contare su “quattro lastre lasciate”. La sicurezza patrimoniale resta ineludibile.

Conclusione

Il drone trasforma il censimento da progetto di salita a progetto digitale: georeferenziato, ripetibile, integrabile nel catasto. Se stai costruendo il tuo piano di gestione MCA, partire da una mappatura onesta è il primo passo.

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