Blog · 26 febbraio 2026
Ogni quanto ispezionare un ponte o viadotto con drone
Ponti e viadotti — pagina servizioDal 2020, con il DM 578/2020 (Linee guida per la classificazione e gestione del rischio dei ponti esistenti), ogni gestore stradale italiano deve mantenere un fascicolo tecnico per ciascun ponte e viadotto e programmare le ispezioni su livelli di dettaglio crescenti. È la normativa che ha portato il tema “sorveglianza dei ponti” agli onori delle cronache — e con lui anche le ispezioni da drone.
Ma attenzione: il drone non sostituisce nulla. Affrontiamo subito la domanda che ci fanno ogni giorno.
Le cadenze previste dalla norma
Il DM 578/2020 prevede un sistema di ispezioni per livelli:
- Livello 1 e 2 — ispezioni visive a distanza, a cadenza periodica (frequenza minima stabilita dalla classe di attenzione del ponte)
- Livello 3 — ispezione visiva da vicino (ravvicinata)
- Livello 4-5 — prove, indagini e monitoraggio strumentale, condotte dal professionista qualificato
Il drone è uno strumento che serve bene nei livelli 1-2 — e, con traiettorie specifiche, anche come supporto al livello 3 nei punti di difficile accesso: intradossi, pile su acqua, campate su viadotti.
Ogni quanto, quindi?
La risposta onesta: dipende dalla classe del ponte. La norma lascia al professionista la scelta della cadenza combinando la classe di attenzione (CCL) del fascicolo e l’esito delle ispezioni precedenti. In linea di massima:
- ponti in classe di attenzione normale: revisioni visive periodiche con frequenza definita dal tecnico (tipicamente 1-2 anni)
- ponti con classe di attenzione elevata o segnali di degrado: monitoraggio più stretto, con confronto tra campagne consecutive
- ponti su strade primarie con elementi in grave degrado: mesi, non anni
Il valore del drone non è la cadenza, ma la confrontabilità: la stessa traiettoria, le stesse immagini, lo stesso modello 3D, due volte l’anno, ti danno la tendenza che le foto sparse non hanno.
Cosa documentare a ogni campagna
Un buon report per il fascicolo del ponte porta:
- ortomosaico georeferenziato dell’intera struttura
- catalogo difetti (fessurazioni, distacchi, efflorescenze, armatura scoperta) con posizione e priorità
- confronto con la campagna precedente (delta)
- indicazione esplicita delle zone non documentabili
L’alternativa economica al “tutto e subito”
Non hai un programma completo? Nessun problema: anche una ispezione di riferimento (baseline) è utile, perché dà la fotografia di partenza (il “fotogramma zero”) da cui confrontare le prossime. Poi puoi decidere con i dati, non alla cieca.
In sintesi
- Il DM 578/2020 impone cadenze e documentazione: il drone è uno strumento di supporto, non una scorciatoia.
- La lastra cadenza è definita dal fascicolo della struttura, non dal provider.
- Il valore del monitoraggio sta nel confronto di serie, più che nel singolo volo.
Vuoi capire quali livelli di ispezione copra il nostro servizio e come si integra con il tuo studio di progettazione? Scrivici: ti spieghiamo nel dettaglio cosa possiamo documentare (e cosa no, con la stessa sincerità).